Il ministro Franceschini: “I fumetti sono arte e il Ministero dei Beni Culturali in questi anni ha sempre lavorato per valorizzarli”

Il Ministero dei Beni Culturali aveva detto che WOW Spazio Fumetto è “un luogo privo di beni culturali”, poi il ministro Franceschini è intervenuto su Twitter per fare chiarezza

Il ministro Franceschini:
Il Ministero dei Beni Culturali aveva detto che WOW Spazio Fumetto è “un luogo privo di beni culturali“, poi il ministro Franceschini è intervenuto su Twitter per fare chiarezza sulla comunicazione riguardante il rifiuto da parte del Ministero di elargire l’aiuto economico per far fronte alle perdite causate dalla chiusura durante il lockdown della primavera scorsa.

Il ministro Franceschini ha spiegato che si è trattato di “un errore di interpretazione degli uffici che correggeremo subito” e di aver contattato personalmente Luigi Bona (direttore di WoW Spazio Fumetto) per scusarsi dell’esclusione del museo dai contributi per l’emergenza Covid-19.

Infine, ha aggiunto: “I fumetti sono arte e il Ministero dei Beni Culturali in questi anni ha sempre lavorato per valorizzarli“.

Cos’era successo

WOW Spazio Fumetto aveva fatto richiesta per ottenere gli aiuti economici per far fronte alle perdite causate dal lockdown, ma il Ministero dei Beni Culturali aveva, però, respinto la richiesta, definendo WOW Spazio Fumetto un “luogo espositivo di cose prive della qualità di beni culturali“.

Luigi Bona, direttore di WOW Spazio Fumetto, aveva, poi, commentato:
Con 10 anni di attività e centinaia di mostre che hanno riscosso successo di pubblico e critica, un gemellaggio internazionale con il Museo del Fumetto di Bruxelles, un archivio con più di 800 mila pezzi prestati anche ad importanti realtà museali italiane, ci aspettavamo che WOW Spazio Fumetto avesse diritto ad essere aiutato con un contributo. Non solo, ma anche a non essere apostrofato come ‘un luogo espositivo di cose prive della qualità di beni culturali’ venendo liquidato con poche righe scritte in burocratese.
Non è così che si aiuta la cultura. Cercheremo di continuare con i pochi aiuti che abbiamo e con le risorse che arrivano dai corsi di didattica e dalla biglietteria (appena ci consentiranno di riattivarle), tenendo fede al nostro impegno di pagare l’affitto al Comune di Milano e tutte le altissime spese di gestione ordinaria, comprese le salatissime bollette energetiche che ogni mese prosciugano i nostri magri bilanci anche a museo chiuso.
Purtroppo in quest’ottica la prospettiva futura è quanto mai incerta e sempre più indirizzata verso un’inevitabile chiusura.